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rev. 11-07-2018

TRIFOGLIO DEI PRATI
Trifolium pratense L.



LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO

CLASSIFICAZIONE

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Fabales
Famiglia: Fabaceae

NOMI POPOLARI E INTERNAZIONALI
Trifolium, Red Clover, Trifoglio pratense, Trèfle rouge, Trébol violeta, Trevo-violeta, Rotklee

DISTRIBUZIONE

[Immagine tratta dalle schede di ActaPlantarum]

DESCRIZIONE BOTANICA
PIANTA ERBACEA BIENNALE O PERENNE CON FIORI ROSA-PORPORA E FOGLIE DI TRE FOGLIOLINE (QUATTRO SE HAI FORTUNA!)

FIORITURA O ANTESI
Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre

COLORI OSSERVATI NEL FIORE
________ FUCHSIA
________ FUCHSIA-CHIARO

DROGA UTILIZZATA
INFIORESCENZE

ERBA ALTERNATIVA
ERBA MEDICA

TOSSICITÀ
NESSUNA

CONTROINDICAZIONI
NESSUNA CONTROINDICAZIONE ALLE DOSI TERAPEUTICHE NORMALI ECCETTO IPERSENSIBILITA´ INDIVIDUALE. EVITARE L'USO IN GRAVIDANZA IN QUANTO HA ATTIVITÀ SIMILE A QUELLA DEI FITOESTROGENI (ANTAGONISTA DEI RECETTORI PER GLI ESTROGENI)

INTERAZIONI O INCOMPATIBILITÀ
FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI (FANS)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
WARFARIN

EFFICACIA TERAPEUTICA
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE

ORGANI INTERESSATI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
BRONCHI E BRONCHIOLI
CAVO ORO-FARINGEO
FEGATO E VIE BILIARI
OCCHI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
ORGANI EMUNTORI
ORGANI SESSUALI E RIPRODUTTIVI
ORGANI VISIVI
RENI
SISTEMA IMMUNITARIO
TESSUTO CUTANEO
TUTTO IL CORPO
UTERO E OVAIE
VIE RESPIRATORIE

PROPRIETÀ E INDICAZIONI
ooKMENOPAUSA E CLIMATERIO (TURBE E DISTURBI VARI)
?BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI
?CATARRO VIE RESPIRATORIE
?ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
+++ESTROGENI (FITOESTROGENICO)
++ANTITUMORALE [RITARDANTE LA PROLIFERAZIONE]
++DEPURATIVO DRENANTE
++DERMATOSI
++DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO (USO ESTERNO)
++INFEZIONI O INFIAMMAZIONI (OCULARI E DELLE PALPEBRE)
++SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
++SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
++TUMORE MALIGNO o CANCRO
+CICATRIZZANTE O VULNERARIO
+ECZEMA
+INTOSSICAZIONI E AVVELENAMENTI ANCHE DA ALCOL
+LESIONI CUTANEE - PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
+PSORIASI
+RIEPITELIZZANTE
+TOSSE
+TOSSI CONVULSE E PERTOSSE
+ULCERE DELLA PELLE
+USTIONI E SCOTTATURE [ANCHE SOLARI O DA FREDDO]

Proprietà antitumorali per Trifolium pratense L.

ERBE SINERGICHE
ERBA MEDICA
SOIA

ESTRATTI
  • Trifoglio dei prati Tisana
    Non rappresenta l´uso corretto - ormai questa forma estrattiva è abbandonata
  • Trifoglio dei prati Estratto standardizzato
    Titolato in isoflavoniUso: terapia complementare dei disturbi della menmopausa

  • NOTE DI FITOTERAPIA
    L'uso nella medicina popolare che utilizzava il Trifoglio come rimedio naturale per bronchiti, pertossi e tubercolosi è stato abbandonato. Attualmente è confermato dalla ricerca l'impiego come fitoestrogeno naturale che, rispetto agli estrogeni di sintesi, consente interventi terapeutici -ove la patologia lo richieda- privi di effetti collaterali. L'azione dell'estratto come fitoestrogenico sembra avere azione più forte di quello della Soia.


    Sorveglianza alle reazioni avverse
    PIANTA SEGNALATA

      PIANTA MELLIFERA

    CARATTERISTICHE DEL MIELE
    Molto bottinate tutte le specie di Trifolium che danno mieli monoflora di colore chiaro e poco aromatici.
    Produzione abbondante di polline di colore marrone-variato.

    UTILE DA SAPERE
    PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
    In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
    Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
    Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
    Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"

    Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia
    Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
    Bibliografia: ? J Nutr 2001;131:2957-62. ? Cancer Res 2005;65:879-86. ? J Clin Oncol 2002;15:1449-55. ? J Clin Oncol 2000;18:1068-74. ? J Epidemiol 2010;20:83-9. ? Nutr J 2008;7:17. CDI #nnn# ? Palozzo A.C., Falci C., Zovato S. Istituto Oncologico Veneto IRCCS

    ANNOTAZIONI
    Non va confuso con il Trifoglio fibrino [Menyanthes trifoliata L.]. Il Trifoglio dei prati era per gli antichi Greci un simbolo religioso - mentre nel medioevo veniva usato come amuleto contro la stregoneria. È da pochi anni che - in Europa - questa pianta viene considerata medicinale.



    BIBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB

       

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    Carl Axel Magnus Lindman (1856-1928)

    Mary Emily Eaton (1873-1961)


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